Tra vincitori di BioUpper c'è un progetto della Rete Alta Tecnologia dell'Emilia-Romagna

Tra vincitori di BioUpper c'è un progetto della Rete Alta Tecnologia dell'Emilia-Romagna

News07/04/2016

Logo BioPharmaNetWRAP, progetto di impresa di BioPharmaNet , vince BIOUPPER

EVARplanning, Panoxyvir e Wrap sono le 3 idee di business vincitrici di BIOUPPER, iniziativa promossa da Novartis e Fondazione Cariplo in collaborazione con PoliHub – l’incubatore della Fondazione Politecnico di Milano – e con la validazione scientifica di Humanitas, gruppo ospedaliero e avanzata struttura di ricerca. Bioupper ha aperto la sua chiamata ad ottobre scorso, raccogliendo ben 118 candidature, da cui sono poi state identificate 19 proposte, provenienti da tutta Italia, per la seconda fase del progetto, la training week che si è svolta presso PoliHub in collaborazione con Humanitas.

A conclusione del percorso formativo, i 19 team hanno presentato le proprie proposte progettuali alla giuria nel corso di una sessione di elevator pitch. Solo 10 team hanno potuto accedere al programma di accelerazione di durata bimestrale (dal 1 febbraio al 31 marzo us): un percorso costruito su misura, volto a predisporre e rendere efficace la fase del “go-to-market”, ovvero l’ingresso del progetto sul mercato. Il programma è stato calibrato su ciascuna idea d’impresa, sulla base del ciclo di vita del prodotto o del servizio proposto e si è strutturato in: lavoro in laboratorio, tempo di incubazione, visite guidate ad aziende e distretti anche esteri.

Tra i 10 team che si sono guadagnati l’accesso a questo percorso di accelerazione c’è il team emiliano del Laboratorio BioPharmaNet della Piattaforma Scienze della Vita della Rete Alta Tecnologia che afferisce al Tecnopolo di Parma. WRAP propone un sistema che utilizza materiali brevettati e la tecnologia 3D print per produrre medicazioni attive a base di chitosano o multipolimero efficaci nel trattamento di ferite croniche o chirurgiche.

I ricercatori hanno messo a punto una geometria tridimensionale che consente di stampare il biopolimero come se fosse una sorta di garza da applicare, poi, sulle ferite. Tale "garza di chitosano" è più efficace di una medicazione perché favorisce la rigenerazione del tessuto, inoltre, essendo riassorbibile dal tessuto che rigenera non è necessario rimuoverla, condizione particolarmente vantaggiosa nei casi quali le grandi ustioni.

Questa innovazione, identificata durante una delle attività di technology scouting con cui ASTER intende valorizzare nuove tecnologie e progetti verso il mercato e l’industria, è un vero esempio di convergenza di competenze farmaceutiche, nanotecnologiche ed ingegneristiche. I 10 finalisti sono stati quindi giudicati e valutati da una giuria costituita da soggetti provenienti dal mondo delle imprese, della ricerca, della finanza e delle istituzioni, attivi nello sviluppo di nuove imprese ed esperti nelle aree di supporto all’imprenditorialità. WRAP ha concluso il suo percorso classificandosi tra i 3 vincitori e aggiudicandosi il premio finale di 50 mila euro da investire per l’ulteriore sviluppo del progetto.

Questo risultato ci conferma, ancora una volta, come sia importante l'investimento che la nostra Regione ha fatto nell'ultimo decennio in ricerca ed innovazione come leva per la competitività industriale.

 

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